Manifesto di Propositi

Il COMITATO 3 FEBBRAIO PER LA GIUSTIZIA' The 3rd FEBRUARY COMMISSION FOR JUSTICE
Nasce come intervento della Gente di montagna, e di Cavalese in particolare, per rappresentare direttamente i sentimenti e le aspettative suscitate dalla strage del Cermis.

Il dolore per le vittime ed il diffuso sentimento di ribellione avverso la futilità dell'accaduto ha determinato la costituzione di questo comitato che si propone di ottenere giustizia per un disastro che poteva e doveva essere evitato.

La consapevolezza di trovarci partecipi in una situazione più grande di noi, tanto per il coinvolgimento diretto della più grande potenza al mondo, quanto per le diverse nazionalità del gran numero delle povere vittime innocenti, ci induce ad organizzarci in comitato per esprimere, fuori da schemi e da logiche di protagonismo politico, la prima e fondamentale esigenza di giustizia.

Si faccia luce e si scopra la verità sulla strage.

Si conosca e si rispetti il sentimento della Gente di montagna che chiede giustizia, tanto per il disastro accaduto, quanto per essere noi profondi e convinti fautori della pace e della difesa dell'ambiente.

La nostra condizione di Gente di montagna che, quantitativamente, ci trova in minoranza tanto in provincia quanto nel Paese, non potrà però consentire il verificarsi di un grave rischio.

Infatti, per questo gravissimo lutto e per il gravissimo danno, alle persone, alle cose, all'immagine ed alla stessa dignità della nostra comunità corriamo il concreto pericolo che venga negata la vera giustizia.

Al suo posto due scorciatoie: una che passa attraverso il ginepraio degli ac

cordi internazionali, che soffrono della doppia complicazione tanto dell'essere stipulati in momenti storici che nel tempo vedono mutate le ragioni della loro stessa sopravvivenza, nonché dell'essere gestiti segretamente in quanto derivati dell'attività diplomatica che insegue le opportunità della politica estera degli Stati.

L'effetto di percorrere questa scorciatoia sarebbe enorme: l'esautorare la Magistratura italiana dal compito di giudicare le responsabilità.

L'altra scorciatoia passa attraverso l'anteposizione delle conseguenze al necessario preliminare accertamento delle responsabilità: il risarcimento per quello che per ora può essere definito l'azzardato comportamento di volo del velivolo americano verrebbe comunque posto a carico dell'Italia per il 25% dell'ammontare con una attribuzione di fatto di corresponsabilità che, prima di essere applicata, deve essere accertata.

Queste scorciatoie abbatterebbero, oltre alla funivia, anche il senso di giustizia provocando, oltre ai 20 morti di 6 diverse nazioni europee, anche la delegittimazione della Magistratura italiana.

Crediamo che il diritto comune di tutte le Genti sappia e voglia rispettare l'esigenza di giustizia di riconoscere che la piccola, disarmata, pacifica popolazione di montagna ha subito le conseguenze di un azzardato esercizio militare di volo radente che ha suscitato perplessità in tutto il mondo e il cui diritto di accertamento delle cause da parte dell'Autorità giudiziaria italiana non può essere barattato con il riconoscimento, che non è in discussione, dei meriti e dell'amicizia che ci lega alla nazione americana.

Sottolineiamo come la presa di posizione di questo comitato sia successiva alle inopportune dichiarazioni, registrate come provenienti dagli ambienti

militari, che appaiono volte ad una sottrazione dell'inchiesta alla stessa giurisdizione civile ordinaria italiana.

Ci faremo interpreti insieme a quanti vorranno condividere la necessità di ricordare tutte le vittime nel modo che appare più alto e rispettoso: perseguendo la più precisa ricostruzione dei fatti che le hanno provocate e l'individuazione delle responsabilità che le hanno consentite.

Siamo convinti che questa giustizia sia quella che appaga: perché senza questa Verità non si potrà evitare che altre tragedie si ripetano e senza questa Sentenza verrà tralasciato di scrivere un importante insegnamento dell'etica dei comportamenti che renda più sicuro il futuro.

Nella dimensione internazionale della tragedia ci parrebbe adeguato riconoscimento alla memoria delle vittime il costituire un centro internazionale di documentazione e solidarietà, avente carattere permanente in Cavalese, che si proponga come sede di inchiesta e difesa delle vittime dei sinistri provocati dall'uso distorto e irresponsabile dei mezzi bellici in tempo di pace.

Chiederemo alla Stato ed alla Comunità Europea ed Internazionale di tutelare e difendere il diritto alla Giustizia che ci compete nel riconoscimento della pari dignità e del diritto comune di difesa della vita come fondamentale diritto di tutti gli Uomini e di tutte le Genti.

Instead of justice two sbortcuts may be taken: one passino through tbc thic- ket of international agreements, which involves the further complication of having to respect agreements stipulated a long time ago, which no longer bear any relation to today's reality and have therefore outlived their time, not to mention the fact that these are secret agreements stipulated as a result of diplomatic negotiations with foreign states which do not necessaria put the rights of the local population first.

The effect of this shortcut wouid be devastating: it would deprive the Italian Magistrates of the right to judge who was responsibie.

The other shortcut anticipates the consequences before ascertaining who is responsibie. Corresponsibility would in any case be attributed to Italy who wouid therefore be liabie to pay 25% compensation for what at the present time can be considered the dangerous way in which the American aircraft was flown.

lf these shortcuts are taken they wouid demolish not only the cable car, but also the sense of justice and so provoke not only the 20 deaths from 6 diffe- rent European nations, but also the delegitinúzation of the Italian Courts.

We believe that the peopie have a right to know and a wish to respect the need for justice that the small, undefended, peaceful mountain population feels as a result of their suffering the consequences of a hazardous military exercise on the part of a low-flying aircraft that bas astonished the entire world.

The right to a fair trial conducted by the Italian juridical system must not be traded. Italy's friendship with America should not be called in question wha- tever the outcome of the trial.

We want to underline the fact the attitude assumed by this commission was taken only after the untimely declaration of the military who have indicated that there is a serious possibility that they wili avail of their right to take the matter out of the hands of the Italian Courts.

We shall sce what sense ofjustice they intend to show towards ali the victims and wili follow the proccedings carefully.
We are convinced that this is the only form of justice that pays: because,without arrivino at the truth, one cannot prevent other tragedics from hap-pening and, without a just sentence, an important lesson in the ethics of how to create a niore secure future will not be learnt.
At an international level, in memory of the tragedy, wc feci that adequate re-cognition wouid be to create an intemational centre, of a perrnanent nature here in Cavalese, providing documentation and solidarity.
We therefore propose that Cavalese shouid become the seat of inquiries in defence of tbc vietims of disasters provoked by distorted use of military warfare in times of peace.
We therefore wish to ask the State and the European and Intemational Communities to control and defend the right to justice, which must be upheld when recognizing it is the fundamental right of ali peoples, whatever their creed or colour, to be treated with dignity and to receive a fair trial.

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