
LA STORIA
Molina di Fiemme è un paese a notevole concentrazione industriale, artigianale e commerciale (segherie, legname, fabbriche imballaggi, falegnamerie, mobilifici, mobili d'arte, fornellinai, sculture in legno, ceramiche, ferro battuto, produzione di laterizi e affini).
Il paese ha massicce case fiemmesi, con sovrastrutture lignee e androni. I tetti, a due o quattro falde, sono coperti da tavolette a squame di ceramica che si producevano nelle fornaci locali e che venivano usate dalla Val di Cembra, alla bassa e media Val di Fiemme in alternativa alle scandole. I nuclei più antichi sono disposti ai fianchi della strada che viene da Cembra.
Già dal 1245 sono nominati due mulini ed il ponte della "Val de Molina", ma lo sviluppo del paese è tuttavia relativamente recente: è dovuto soprattutto alla lavorazione del legname (segherie tra le quali quelle della Magnifica Comunità di Fiemme) proveniente dalle Foreste della Val di Cadino e convalli. Nella prima metà dello scorso secolo vi erano in attività una ventina di piccole segherie disposte lungo l'Avisio ed il Rio di Predaia, dove erano in attività i molini da cui il villaggio prese il nome. Nel primo trentennio dell'800 si tentò la coltivazione della vite in alcuni terreni incolti assegnati ai censiti a tale scopo dal Comune.
Importante fonte di evoluzione furono altresì le fornaci per la produzione di tegole, stufe, stoviglie, tubi per acquedotti: l'argilla si cavava, come si cava tutt'ora, sotto il dosso del Piazzol, sulla sponda sinistra dell'Avisio. A Molina si fecero le tavolette verdi del duomo di Bolzano.
Il paese ha massicce case fiemmesi, con sovrastrutture lignee e androni. I tetti, a due o quattro falde, sono coperti da tavolette a squame di ceramica che si producevano nelle fornaci locali e che venivano usate dalla Val di Cembra, alla bassa e media Val di Fiemme in alternativa alle scandole. I nuclei più antichi sono disposti ai fianchi della strada che viene da Cembra.
Già dal 1245 sono nominati due mulini ed il ponte della "Val de Molina", ma lo sviluppo del paese è tuttavia relativamente recente: è dovuto soprattutto alla lavorazione del legname (segherie tra le quali quelle della Magnifica Comunità di Fiemme) proveniente dalle Foreste della Val di Cadino e convalli. Nella prima metà dello scorso secolo vi erano in attività una ventina di piccole segherie disposte lungo l'Avisio ed il Rio di Predaia, dove erano in attività i molini da cui il villaggio prese il nome. Nel primo trentennio dell'800 si tentò la coltivazione della vite in alcuni terreni incolti assegnati ai censiti a tale scopo dal Comune.
Importante fonte di evoluzione furono altresì le fornaci per la produzione di tegole, stufe, stoviglie, tubi per acquedotti: l'argilla si cavava, come si cava tutt'ora, sotto il dosso del Piazzol, sulla sponda sinistra dell'Avisio. A Molina si fecero le tavolette verdi del duomo di Bolzano.







