PARROCCHIA DI S. ANTONIO DI PADOVA
MOLINA DI FIEMME - TRENTO - ITALIA
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sant'Antonio, prega per noi

PARROCCHIA di MONTAGNA sulle DOLOMITI

in cammino verso il 2000 - GIUBILEO della REDENZIONE


dipinto della Chiesa Parrocchiale, opera di Berenice Daprà, 1986
Il PADRE
che è, nei Cieli
H. Rembrandt, 'il ritorno del figliol prodigo'





ANNO PASTORALE 1998-99


Questo terzo ed ultimo anno di preparazione
al grande Giubileo della Redenzione nel 2000
è dedicato alla riflessione su
DIO PADRE.
Cristo è venuto nel mondo per far conoscere agli uomini
l'amore del Padre
e per guidarli nel suo amore.
La vita dell'uomo è un pellegrinaggio
verso la casa del Padre
dove è la festa della vita, la beatitudine dell'uomo e la gloria di Dio.


Dalla lettera del def. arciv. Giovanni M. Sartori per l'anno pastorale 1998-99

è l'ultimo atto ufficiale del nostro Pastore prima del suo transito da questo mondo alla casa del Padre, è il testamento che ci ha lasciato

Carissimi Fratelli e Sorelle della Chiesa Tridentina,
L'invito chiaro e forte lasciatoci dal Santo Padre di "ravvivare le radici della fede" ha orientato la nostra riflessione e il proposito per una vita cristiana più coerente, nella fedeltà a "Cristo, unico Salvatore del mondo ier,i oggi e sempre". In continuità con le celebrazioni centenarie dei SS. Martiri, s'avvicina il XVI Centenario del nostro Patrono S. Vigilio, circostanza davvero provvidenziale per un ulteriore passo verso quel rinnovamento di vita che la storia oggi chiede a ciascuno di noi. E' "lo Spirito Santo, che è Signore e dà la vita" a sostenerci di fronte alle urgenze che vi avevo segnalate nel luglio del 1996 e che permangono di piena attualità. Scrivevo allora, sollecitato dalla stupenda esperienza delle Visite Pastorali: "Le urgenze più importanti sulle quali è indispensabile l'impegno solidale di tutti... sono: 'Ricostruire la mentalità cristiana della nostra gente', minacciata dal secolarismo, dalla indifferenza, dal soggettivismo religioso, da una cultura consumistica che allontana molti battezzati da Cristo e dalla Chiesa impedendo loro di pensare, di pregare, di porsi in ascolto della parola di Dio e di interrogarsi sul senso della vita e sul progetto di Dio su ciascuno di loro". Di conseguenza suggerivo la necessità di "'Proseguire nello sforzo di attuare una pastorale di insieme' in cui tutti - sacerdoti, religiosi, religiose e laici - sappiano superare certe forme di campanilismo o di chiusura in gruppi ristretti che non favoriscono il respiro missionario necessario perché la nostra Chiesa sia in grado di servire l'uomo d'oggi nelle sue povertà radicali in tutti i campi". Come terza urgenza indicavo la necessità di "'formare laici animatori di comunità' che siano in grado di assumere con adeguata preparazione e con autentico spirito ecclesiale quei ruoli e quei compiti che noi sacerdoti, sempre più anziani e meno numerosi, non siamo più in grado di gestire personalmente.
Nell'avviare questo anno pastorale 1998-99, terzo ed ultimo nella preparazione al Grande Giubileo, mi è parso necessario richiamare questi alcuni suggerimenti offerti a suo tempo....
Quest'anno "avrà la funzione di dilatare gli orizzonti del credente secondo la prospettiva di Cristo: la prospettiva del 'Padre che è nei cieli' (cf Mt 5,45), dal quale è stato mandato ed al quale è ritornato (cf Gv 16,28)". "Tutta la vita cristiana" sarà, di conseguenza, "come un grande pellegrinaggio verso la casa del Padre, di cui si riscopre ogni giorno l'amore incondizionato per ogni creatura umana, ed in particolare per il 'figlio perduto' (cf Lc 15, 11-32). Tale pellegrinaggio coinvolge l'intimo della persona allargandosi poi alla comunità credente per raggiungere l'intera umanità" (TMA n. 49).
Attirati dallo straordinario amore di Dio Padre, ci sarà di grande aiuto l'icona del padre del figliol prodigo mentre cercheremo di sviluppare una prolungata riflessione sulla tematica proposta per quest'anno pastorale. "Il padre lo vide di lontano e gli corse incontro" sarà il motto che ci accompagna per ricordarci l'infinita premura del Padre buono sempre in attesa nei confronti di un'umanità che sofferenze e delusioni sospingeranno verso il ritorno alla casa del padre: esigenza di conversione che dovrà crescere anzitutto nel cuore dei credenti, all'interno delle nostre comintà, dove si cercheranno apportune occasioni per riscoprire il dono impareggiabile della Riconciliazione. ...
Nei prossimi mesi troveremo modo di predisporre nei particolari un cammino giubilare in sintonia con le celebrazioni del XVI Centenario di s. Vigilio, che ci ponga con molta decisione nella linea della nuova evangelizzazione, certamente urgente anche nella nostra Diocesi. Provvidenziale traccia, oltre alla Terzio Millennio Adveniente, sarà la recente Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II sulla santificazione della Domenica, come si suggerisce nella presentazione del documento (cf Oss.Rom. 8.7.1998): "A distanza di trent'anni dal Concilio, avremo occasione di verificare:
- il modo con cui si proclama e si ascolta la Parola di Dio;
- la relazione tra celebrazione ed esperienza vissuta;
- la responsabilità dei ministri sacri nello studio del testo sacro, nella guida della preghiera e nel commento (omelie) alla Parola di Dio;
- il canto della celebrazione e il suo aspetto gioioso;
- la fedeltà alle promesse battesimali (conversione);
- l'attiva partecipazione all'Eucarestia."
La santa Madre di Dio e i nostri Santi patroni ci sostengano con il loro esempio e la loro potente intercessione.
Trento, 25 luglio 1998
+ Giovanni M. Sartori, Arcivescovo


Dalla guida operativa per l'attività pastorale 1998/99

Proposte Pastorali

1. Tre gli obiettivi prioritari:
- Riscoprire Dio come Padre, ricco di misericordia;
- Riconoscere nella Chiesa la famiglia dei figli di Dio, luogo di riconciliazione e di carità fraterna;
- Impegnarsi nel confronto con la secolarizzazione della vita in dialogo con le grandi religioni.


Intendiamo perciò:
a) proporre un annuncio nuovo ed efficace dell'amore di Dio Padre attraverso: - incontri formativi - itinerari penitenziali nei tempi forti dell'anno liturgico - ripresentazione dei sacramenti della misericordia, Confessione e Unzione degli Infermi - gruppi della Parola - riflessione sui temi della giustizia sociale, gli stili di vita, il debito internazionale.
b) puntare molto sul Giorno del Signore con al centro la Celebrazione Eucaristica, tempo e luogo per eccellenza in cui sentirsi figli e fratelli, perciò:valorizzare l'anno liturgico come itinerario di fede e di crescita nella lode a Dio - arricchire il pomeriggio domenicale e festivo - coltivare il senso di appartenenza alla comunità cristiana - valorizzare le proposte della Caritas nei riguardi dei poveri e degli emarginati - superare le divisioni riconosciute deleterie e scandalose all'interno della comunità - crescita della fraternità tra sacerdoti del decanato, collaborazioni in progetti e strategie comuni di intervento.
c) prendere coscienza del secolarismo che ci avvolge e perciò: - far emergere la centralità dell'azione dello Spirito, nelle celebrazioni e nelle iniziative pastorali - sostenere la famiglia nel compito educativo e di formazione alla vita cristiana e ai valori evangelici - promuovere la testimonianza coerente dei cristiani - rendere più missionaria l'azione pastorale - proporre incontri allargati anche a indifferenti o non credenti su temi di interesse comune - promuovere la conoscenza obiettiva delle altre religioni - interrogarsi sul fenomeno delle "sette".

2. Quale impegno di tutta la diocesi, due "proposte operative":
- la prima, incontri di formazione nei decanati e nella parrocchie: "cinque incontri" autunnali sul Tema "In cammino verso il Padre", e cinque incontri di Quaresima sul tema "Riconciliazione con Dio e tra di noi".
- la seconda, in vista del XVI centenario di s. Vigilio, preparare e realizzare un pellegrinaggio decanale alla Cattedra di Vigilio.


ritratto di frate Angelico opera di Paolo VALLORZ 1996

fra Angelico Boschetto OFM
francescano della Provincia di Trento

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