TRAGICA TESTIMONIANZA
Dall'Archivio Parrocchiale di Molina di Fiemme, "Registro dei morti" vol. 2° pg. 192,
Ricostruzione degli avvenimenti fatta dal parroco don Celestino Vinante, su due fogli dattiloscritti ed inseriti alla pagina 192.
Il 28 aprile 1945, alcuni "partigiani" si presentarono in Caserma dei Carabinieri e richiesero armi e poi si avvicinarono alla casa detta "Alto Avisio" ove aveva sede un distaccamento di tedeschi in gran parte attendati a Piazzol. Là credendo che tutti dovessero ubbidire a loro spararono, ma dovettero fuggire.
Quel comando tedesco prese come ostaggi il Commissario prefettizio di Castello ed il rispettivo segretario e li tratenne a Piazzol unendovi a sera altri 7 (sette) uomini di Molina presi a caso e un forestiero da Schio res. a Bolzano e sfollato colla moglie e una bambina a Ziano certo Luigi Dal Bianco.
Alle 6 del 29 aprile rilasciarono tutti in libertà tranne il Dal Bianco che uccisero poco dopo e seppellirono là e fu trovato poi il 1-5 e trasportato nella camera mortuaria a Molina.
Quei Tedeschi partirono il 29 sera e sospettando partigiani in ogni posto spararono a mitraglia tra Castello e Molina senza ferire alcuno.
Il 2-5 alcuni "partigiani" si portarono a Castello per intimare la resa a Quei tedeschi che si trovavano là da tempo colla polizia trentina ed altri della Tod e si fecero consegnare armi e macchine e tornarono a Molina. Vennero poco dopo a Castello da Cavalese Soldati della Speer ed uccisero tre uomini civili di là.
Furono pregati i partigiani di starsene fermi per impedire mali maggiori, ma il 3-5 a Miravalle presso Capriana arrestarono acuni Tedeschi compresa una Croce Rossa uccidendo 2 tedeschi e ferendo gravemente un tenente medico e facendo prigionieri diversi Soldati. Questi furono trasportati un una località vicina a Stramentizzo mentre i morti e il ferito assieme a 2 feriti dei partigiani, furuno portati a Molina allo Albergo Ancora.
I due ultimi certo Braito di Daiano ed un ex soldato tedesco, detto Franco (prob. Franz Colman ricercato da tempo dal Comando tedesco) morirono nella notte mentre il madico morì al mattino quando altri molti tedeschi venendo da Cembra attaccavano Stramentizzo a colpi di mitraglie e di "panzerfaust" e entrando nelle case, appicando il fuoco, terrorizzando le donne e uccidendo pacifici cittadini.
Attilio Bazzanella paralizzato da 5 anni fu ucciso con un colpo d'arma da fuoco al petto e fu appiccato il fuoco al letto; fu presto spento dalla sua moglie e figlia rimasta ferita da pallottola al braccio sin.
Amadio Rossi si vide appiccato il fuoco in camera al vestiario, fu tratto sulla strada e colpito da bomba a mano alla testa che gli asportò la scatola cranica.
Rachele Bortolotti in Chinetti sfollata da Ora si vide appiccato il fuoco ai letti e ai vestiti dell'armadio aperto.
Il coperto della Chiesa fu spezzato da una bomba. Il fienile di proprietà di Ernesto Rossi e Egidio March andò bruciato. Le case di Ida ved. March, del Barone Longo abitata dal manente Enrico Zorzi e dal guardiaboschi Oralndo Bazzanella, di Angelo Rossi, di Vittoria ved. Pergher, di Ersilia Rossi, di Ignazio Betta, di Cirillo Aussermueller, di Alberto Aussermueller, di Felice March e di Rossi Erminia furono abbruciate al completo mentre della abitazione di Egidio March andò abbruciato il coperto.
Distrutta la segheria del baron Longo e gran quantità di legname in assi e borre.
Vi trovarono la morte, oltre i detti, Angelo Rossi ed Alberto Ausermueller e fra i partigiani: Silvio Larger di Molina (Brombo), Tonini Luigi di Valfloriana, Achille Rella di Cavalese, Uno di Valcava, uno di Sover, Pollo Giacinto di Stramentizzo, Martini Elio e Vanzo X di Cavalese, Rizzoli Lino di Cavalese, un Russo, un Croato. Fu pure ucciso Francesco Marchetti di Tesero arrivato il 3-5 soldato delle ferrovie germaniche, che scapava nel bosco.
Proseguendo a Molina fu abbruciata la casa di Lino Ventura, di Simone Rizzi, di Tomasini Giuseppina Ved, di Giovanni Corradini (Chechele), Di Berenice Daprà, una segheria, la casa di Giov. Daprà, di Francesco Holneider, di Betta Giuseppe (Conte), di Albino Cavada, di Bortolotti Silvio, di Onorio Cavada, di Anna ved Weber, di Giov. Zorzi, di Egidio Zorzi, di Ausermueller Giov. di Arturo March, di Giov. Cavada, di lucia ved. Tomasi, di Luigi Delfavero.
Uccisi: Angelo Marazzato Brigadiere, Spina Rosario appuntato, Bancher Pietro, Bortolotti Andrea, Iginio Weber, Carlo Corradini e un Alpino da Verona (Giulietti Alfonso di Luigi n. Badia Calavena, Verona, 1920) che tornava dalla Russia e passava per i boschi.
Seviziati Tutti i morti, tranne il penultimo.
NB. A Stramentizzo furon gettate in una casa in fiamme e perirono abbruciate: Orsola Varesco ved. Cia di anni 80, Assunta Pergher di anni 23 e Ida Cavada in Aussermueller di anni 52.
Dall’archivio parrocchiale di Molina di Fiemme, Stramentizzo – Tomo III – pg 18-19 Registro dei morti
annotazione del parroco don Celestino Vinante
1945
maggio 4 ore 7 - Stramentizzo
Nella ritirata dell’esercito tedesco, essendosi alcuni cosidetti partigiani opposti ai tedeschi, questi inferociti, bombardarono il paese, colpendo pure il coperto della Chiesetta (aggiustato poi dal Paroco d. C. Vinante di sua mano, perché nessuno avea il tempo e più la volontà di aiutare la chiesa propria) e incendiarono dieci case del paese e tutti i Masi di Melai e uccisero diverse persone. Eccone l’elenco.
1 Bazzanella Attilio fu Costantino e Elisabetta Bazzanella – a 59 n. 11.6.1886 – Ferita arma da fuoco
2 Aussermueller Alberto fu Francesco e Elisabetta Rossi operaio – a 64 n. 25.10.1881 – id
3 sua moglie Cavada Ida di Giuseppe e Corradini Clorinda – a 52 n. 26.11.1892 – abbrucciata
4 Rossi Gabriele Angelo fu Francesco e Dallapiccola Teresa – a. 43 n. 26.10.1891 – Ferita da arma da f.
5 Rossi Amadio fu Giovanni e Maddalena Degiampietro – a 53 4.7.1892 – Ferita da arma da Fuoco
6 Cia Orsola nata Varesco di Valfloriana – abbrucciata – nonna di
7 Pergher Assunta di Giuseppe e Cia Giuditta a. 22 n 27.10.1922 - abbrucciata
Sepolti tutti in unico obito il 6 maggio ad ore 16. (vedi libro dei Morti di Molina)
Il testo è stato trascritto come si trova nel documento originale con le imperfezioni ortografiche, solo gli spazi nel testo sono stati modificati. (frate Angelico)
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