Di particolare importanza storica è lo sviluppo nel Seicento della scuola pittorica più feconda e ricca di tutto il Trentino, fondata da Giuseppe Alberti, il maggiore pittore trentino del secolo, cresciuto alla scuola veneta e romana. Le sue opere fondamentali risalgono agli anni 1673-1677, quando il pittore rientra a Trento dopo l'esperienza veneta. Tra i capolavori vanno ricordati la pala di San Vigilio, ora al Museo Diocesano di Trento, e le quattro semilunette con i Padri della Chiesa per la chiesa abbaziale di San Michele. Nel 1689 l'artista si ritira a Cavalese dove in tarda età si dedica a quella scuola pittorica fiemmese che svolge un ruolo chiave a cavallo dei due secoli e che vede tra gli allievi Don Martino Gabrielli di Moena, Domenico Bonora, Michelangelo Unterperger e Paul Troger, protagonisti del rococò atesino. Con Michelangelo Unterperger inizia la dinastia degli Unterperger, discendenti da una famiglia di daziari stabilitasi da tempo nella valle. L'attività degli artisti di questa famiglia si estende per oltre un secolo e si sviluppa tanto nel Tirolo e a Vienna, che a Roma e nei centri più importanti del Regno Pontificio. Oltre a Michelangelo, studiano presso la scuola di Giuseppe Alberti anche il fratello Francesco e i nipoti Cristoforo e Ignazio, che tanto hanno contribuito alla crescita della tradizione pittorica fiemmese.
Purtroppo, come nel resto del Trentino, anche in Val di Fiemme molte opere sono andate perdute o smembrate, a causa di saccheggi e furti che hanno spinto a conservare molte opere presso il Museo Diocesano di Trento per impedire un ulteriore impoverimento dell'arte fiemmese. Una visita al Museo Diocesano è dunque d'obbligo per chi voglia approfondire i contenuti di una ricca e fiorente tradizione. Non vanno tuttavia trascurati i centri storici dei paesi della Val di Fiemme, particolarmente ricchi d'arte e di storia. Di notevolissimo valore artistico è il palazzo della Magnifica Comunità a Cavalese, un gioiello unico nel suo genere. I centri che non hanno avuto residenze stabili di signorotti feudatari non possono contare sulla presenza di edifici particolarmente sfarzosi ed opulenti, ma offrono interessanti esempi di architettura rustica, con i rappresentativi fienili (tabià) che mantengono intatte tutte le loro caratteristiche: la rampa di accesso, i sottotetti con i tipici ballatoi, essenziali per l'essiccazione dei prodotti, i forni esterni per la cottura del pane. Sono tutti elementi caratteristici e particolari che arricchiscono le antiche architetture della valle. Anche le chiese in Val di Fiemme sono una testimonianza importante dello scorrere dei secoli e del susseguirsi degli stili, dal Romanico al Gotico, dal Rinascimentale al Barocco, al Neoclassico, e conservano interessanti esempi di arte figurativa della scuola fiemmese.
















